Ci sono scuole con cui collaboriamo particolarmente volentieri: sono quelle dinamiche, che danno e ricevono idee sempre nuove da realizzare. Una di queste è l’Istituto Florio di Erice, che coordina (come scuola capofila per la provincia di Trapani della rete regionale SALUS - Scuole SHE Sicilia) la seconda annualità di @lab_school - Azioni a contrasto e prevenzione dalle dipendenze. Si tratta di un progetto finanziato dalla Regione Siciliana che parla ai ragazzi delle nove province dell'isola e che, in una delle sue declinazioni più recenti, ha coinvolto anche il cinema.
In questo ambito abbiamo realizzato Dreamspotting, cortometraggio che le studentesse e gli studenti hanno realizzato reinterpretando — anzi, ribaltando — una delle sequenze più famose di Trainspotting, film iconico della storia del cinema.
Che cosa è @lab_school: un’idea nuova per parlare a scuola di dipendenze
Dimenticate il classico ciclo di conferenze contro la droga in auditorium e anche l’esperto che viene in classe a parlarne: @lab_school è qualcosa di più ambizioso e, proprio per questo, più interessante. L'idea di fondo è che parlare di dipendenze, ma non solo di quelle legate alle sostanze stupefacenti; discutiamo anche delle dipendenze digitali, comportamentali, affettive. Lo facciamo senza dito puntato e senza lezione frontale ma costruendo insieme ai ragazzi qualcosa: uno spettacolo teatrale, una performance, una canzone, un cortometraggio.
Invece di limitarsi a essere fruitori di un tema, che di solito arriva loro impacchettato, il progetto li spinge a decidere in prima persona come raccontare storie legate a questo argomento. Perché quello che si racconta, si comprende. In pratica: ogni scuola sviluppa una propria linea di lavoro sul tema del benessere e della prevenzione, e poi queste si intrecciano dentro appuntamenti comuni. Uno di questi, a maggio, è stato l'evento "Perdersi e ritrovarsi" a Gibellina, con circa 1500 studenti in piazza XV Gennaio 1968.

Dreamspotting: gli studenti si prendono un (ormai) classico del cinema e lo ribaltano
L'idea del cortometraggio è tanto semplice quanto rischiosa: prendere il monologo di Trainspotting e riscriverlo. Avete presente di cosa parliamo? All'inizio del film di Danny Boyle del 1996, il protagonista interpretato da Ewan McGregor elenca a raffica tutte le cose "borghesi" tra cui dovrebbe scegliere per essere considerato normale. I ragazzi si sono confrontati con questa opera iconica e hanno scelto non di farne una parodia, bensì di ribaltarla. Nel film originale, quel "Choose life. Choose a job. Choose a career" (Scegli la vita, scegli un lavoro, scegli una carriera) è una filippica ironica e disillusa, l'elenco di tutto quello che il protagonista disprezza e che, nel finale, decide comunque di scegliere per pura resa alla società. È un pezzo di cinema che qualsiasi appassionato riconosce dopo tre parole.
Ribaltarlo vuol dire tenere la forma e il suo ritmo ossessivo, ma cambiare radicalmente il senso. In Dreamspotting l’elenco non è più cinico e ironico ma diventa una lista sincera, ostinata, quasi controcorrente, di quello che si sceglie davvero di volere. La vita, per come è. Le relazioni vere. Le persone accanto. Un modo di stare al mondo che non passa per la fuga chimica o dallo schermo, ma per il contatto con quello che c'è.
Perché il cinema, in un progetto di prevenzione, funziona
C'è una cosa che nei nostri laboratori vediamo continuamente e che vale la pena dire senza retorica: il cinema fatto dai ragazzi funziona quando smette di essere un compito e comincia a essere una scelta autoriale. Le ragazze e i ragazzi del Liceo hanno effettivamente pensato e realizzato Dreamspotting a partire da una scelta cinematografica precisa: prendere un classico, e un classico riconoscibile, per scardinane il messaggio dall'interno. In questo modo si ottiene ciò che nessuna lezione frontale potrebbe ottenere: costringiamo autori e spettatori (i ragazzi e il loro pubblico anche di studenti) a rileggere qualcosa che credevano di sapere già.


Se Dreamspotting funziona con un pubblico di coetanei – altri ragazzi che vedono il corto e riconoscono immediatamente da dove viene la citazione – è perchè parla in un modo che nessun manifesto contro le dipendenze è riuscito davvero a replicare.

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