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Come scrivere una sceneggiatura in gruppo: cosa abbiamo imparato dai nostri laboratori

28-06-2026 09:00

Aurora Tamigio

Consigli, cortometraggio, sceneggiatura, scuole,

Come scrivere una sceneggiatura in gruppo: cosa abbiamo imparato dai nostri laboratori

La scrittura collettiva è una delle esperienze più formative che si possano vivere in un laboratorio di cinema: ecco come lavoriamo con studenti e filmmaker

Scrivere una sceneggiatura da soli è già una sfida ma farlo in gruppo, magari con una classe di studenti o con un collettivo di aspiranti filmmaker, può sembrare un'impresa impossibile: troppe idee, troppe voci, il rischio è che ognuno scriva la storia che ha in mente, senza considerare gli altri. Eppure la scrittura collettiva è una delle esperienze più formative che si possano vivere in un laboratorio di cinema. Nei nostri progetti a scuola l'abbiamo visto succedere tante volte: da un'aula rumorosa e piena di proposte contrastanti nasce, alla fine, un copione che sta in piedi. Ecco la nostra ricetta per arrivarci… in 3 passi..

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Step 1: partire da un'idea condivisa

Il primo passo non è scrivere, ma decidere di cosa parla la storia. Prima ancora della trama, conviene mettersi d'accordo sul tema. La paura, l'amicizia, una scelta difficile, un segreto…un tema chiaro fa da bussola e aiuta a valutare ogni proposta successiva con una domanda semplice: questa scena serve a raccontare ciò che vogliamo dire? 

 

Una tecnica utile è il brainstorming aperto: si raccolgono tutte le idee senza giudicarle, scrivendole su una lavagna o su post-it o su un file word aperto e condiviso. Solo in un secondo momento si selezionano quelle più forti. Separare la fase creativa da quella critica evita che le proposte timide vengano spente sul nascere.

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Step 2: assegnare i ruoli senza dividere la storia

Quando il gruppo è numeroso si aprono due strade per organizzare la scrittura. La prima è dividersi le scene. A ciascuno (o a ogni piccolo gruppo) ne tocca una, da scrivere in autonomia. È un metodo veloce e coinvolgente, ma nasconde un'insidia: il rischio di un copione a pezzi, con tono e ritmo incoerenti, dove ogni scena sembra appartenere a un film diverso. Se si sceglie questa via, è fondamentale fissare prima insieme alcuni paletti chiari: chi sono i personaggi, come parlano, dove si trovano all'inizio e dove devono arrivare. 

 

La seconda strada è pensare insieme l'intero arco prima di scrivere anche una sola battuta. Tutto il gruppo costruisce la struttura — il percorso del protagonista, i punti di svolta, il finale — e solo dopo si distribuisce la stesura delle singole scene. È più lento e richiede più discussione, ma garantisce una storia compatta, perché ognuno scrive già sapendo cosa viene prima e cosa viene dopo. 

 

In entrambi i casi conviene nominare uno o due "guardiani della coerenza": persone che non scrivono necessariamente di più degli altri, ma che rileggono il tutto e verificano che i personaggi parlino sempre con la stessa voce o che non ci siano errori di continuità. È un ruolo prezioso, soprattutto con i più giovani, perché responsabilizza senza creare gerarchie rigide.

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Step 3: gestire i disaccordi (perché ci saranno)

In ogni scrittura collettiva arriva il momento in cui due idee si scontrano. È normale, anzi è un buon segno: significa che il gruppo ci tiene. La regola d'oro è non trasformare il confronto in una questione personale. Si discute della storia, non di chi l'ha proposta. Quando ci si blocca, tornano utili alcune strategie concrete: provare a scrivere entrambe le versioni e leggerle ad alta voce, votare lasciando però l'ultima parola a chi coordina, oppure chiedersi quale soluzione serva meglio il personaggio. Spesso la scena, letta a voce alta, scioglie da sola il dubbio: le parole che suonano false si riconoscono subito. 

 

La lettura collettiva del copione finito è un passaggio che molti saltano e che invece andrebbe sempre fatto. Distribuire i personaggi tra i partecipanti e leggere la sceneggiatura come fosse un copione teatrale fa emergere ciò che sulla carta non si vede: dialoghi troppo lunghi, battute che nessuno direbbe mai, silenzi che funzionano meglio delle parole. È anche il momento in cui il gruppo si riconosce nel lavoro fatto. Sentire la propria storia prendere voce è ciò che trasforma un esercizio scolastico in un vero progetto di cinema. Una sceneggiatura scritta in gruppo arriva sul set già più solida, perché è stata discussa, messa in dubbio e difesa da più persone. Tutti sanno perché una scena è lì e cosa deve raccontare. Questo rende le riprese più rapide e consapevoli. 

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Nei nostri laboratori scolastici la scrittura collettiva è il primo, vero momento in cui una classe smette di essere un insieme di individui e diventa una troupe. Ed è da lì, da quelle prime pagine condivise, che nasce ogni film.


Vuoi saperne di più dei nostri laboratori di cinema? Contattaci e ti raccontiamo cosa facciamo! 


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