Se la scrittura è il momento in cui un cortometraggio prende forma nella testa, il set è quando tutto diventa reale ed è anche la parte più complicata, caotica e divertente di tutto il processo. Se ne sono resi conto immediatamente gli studenti e le studentesse dell’Istituto Florio di Erice che, insieme a Piano9 Produzioni, si sono cimentati nella realizzazione di un cortometraggio horror girato proprio a scuola: Senza Uscita. Il progetto è nato all’interno del bando Cinema e Immagini per la Scuola (CIPS), promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti al linguaggio audiovisivo non solo come spettatori, ma come veri autori e membri di una troupe.

I ragazzi e le ragazze hanno trasformato suggestioni, idee e riferimenti cinematografici in qualcosa di concreto: si sono trovati a fare davvero cinema, a dirigere attori, gestire luci, improvvisare soluzioni, usare la scuola come location e adattare le idee alle condizioni reali del set. Per molti di loro era la prima esperienza concreta di produzione audiovisiva, ed è stato proprio questo il punto più interessante: capire che il cinema non è solo creatività ma anche organizzazione, collaborazione e problem solving.

Quando la scuola diventa una perfetta “location horror”
Una delle prime cose che i ragazzi hanno capito è che un set si costruisce anche guardando “l’ordinario” con occhi diversi: nel caso del corto girato a Erice, la scuola stessa è diventata parte integrante della storia. Corridoi vuoti, scale strette, stanze inutilizzate e angoli semiabbandonati si sono trasformati in ambientazioni perfette per un horror scritto, diretto e montato dagli studenti. Come racconta il regista e sceneggiatore del corto Samuele Gambina:
“L’ispirazione ci è venuta pensando a una parte della scuola che è veramente abbandonata, ma poi abbiamo voluto usare tutto l’edificio: le aule, i corridoi, le scale. Certo, non tutto poteva essere modificato liberamente e abbiamo dovuto adattarci agli spazi esistenti e trovare soluzioni creative senza fare troppo disordine”.
Ed è proprio qui che il progetto smette di essere una semplice attività scolastica e diventa esperienza cinematografica reale: imparare a lavorare con ciò che si ha a disposizione è forse uno dei principali insegnamenti che chi ama il cinema (e sogna di farlo) dovrebbe imparare. E, forse, è anche una delle parti più divertenti.



Sul set ogni idea cambia continuamente e velocemente
La prima volta che ci si trova a scrivere un corto ma anche a dirigerlo o a recitarvi, una delle cose che colpisce di più durante le riprese è che quasi nulla resta identico alla sceneggiatura iniziale. Molte idee, infatti, nascono direttamente sul set; alcune scene vengono modificate all’ultimo momento e altre funzionano solo dopo diverse prove. Per non parlare del fatto che, spesso, le intuizioni migliori arrivano mentre si gira: lo spunto di uno degli attori, il contributo di chi è dietro la macchina da presa, l’intuizione di chi manovra le luci.
Gli studenti raccontano proprio questo processo continuo di adattamento, che coincide con un grande esercizio di inventiva. Come dice Francesco Cirinesi, che si è occupato delle riprese come operatore:
“Siamo saliti sui tavoli, abbiamo usato una sedia girevole come carrello: abbiamo fatto di tutto pur di girare la scena perfetta. Succedeva spesso sul set che qualcuno aveva un’idea e la diceva a tutti, ‘Potremmo fare questo o quello’ e poi si vedeva se si funzionava o no in base alle condizioni”.
Imparare le tecniche del cinema girando un cortometraggio a scuola
Girare un corto è un esercizio perfetto per imparare il linguaggio cinematografico: non a caso moltissimi autori oggi famosissimi hanno iniziato così. Christopher Nolan, Darren Aronofsky, Sofia Coppola, Quentin Tarantino. Durante le riprese di Senza Uscita, i ragazzi hanno lavorato su luce, ombre e composizione delle immagini. Molte scene sono nate sperimentando direttamente nei corridoi della scuola: controluce fortissimi, ambienti quasi completamente bui, piccoli punti luce usati per creare tensione. È un modo concreto per far capire agli studenti che il cinema nasce dall’inventiva, più che dai mezzi, ma che la tecnica va imparata correttamente.
È d’accordo Roberto Lamia, anche lui sul set come operatore:
“Io, personalmente, ho avuto qualche difficoltà con il fuoco: non avevo mai lavorato con una macchina da presa professionale e ho dovuto esercitarmi e fare moltissime prove. È stato divertente. Se prima pensavo che mi sarebbe piaciuto fare questo da grande, ora ne sono un po’ più convinto. Certo, ho ancora tanto da imparare”.

Il set è soprattutto lavoro di squadra
Una delle cose emerse più chiaramente durante le riprese è che un corto non può essere realizzato da una sola persona: ogni scena richiede collaborazione continua tra chi ha scrtto, chi dirige, chi recita, chi controlla la camera, chi gestisce la luce, chi tiene il fuoco, chi organizza gli spazi. Anche il ruolo della regia è stato vissuto in modo molto concreto. Dice Samuele Gambina:
“Dirigere il corto è stato impegnativo. Devi gestire gli operatori, spiegare come interpretare i personaggi agli attori… ascoltare tutti e poi prendere una decisione con loro. Mi sono divertito, ma è stato faticoso, soprattutto quando mi trovavo anche sul set come attore”.
È interessante vedere come il gruppo abbia presto imparato spontaneamente dinamiche tipiche di una vera produzione cinematografica, inclusa la divisione dei ruoli sul set. Anzi, per noi di Piano9 la vera soddisfazione è stata questa. Abbiamo incontrato un gruppo di adolescenti giustamente casinari e vivaci, con idee confuse sul cinema e sulla storia da raccontare; poi, però, dopo ogni sessione di scrittura collettiva e dopo ogni giorno di set, abbiamo scoperto che avevano le idee più chiare di quanto ammettessero.
Alla fine è stato emozionante vedere ognuno di loro prendere un ruolo e assumersi una responsabilità. Tanto che, in occasione della presentazione a Erice del teaser trailer di Senza Uscita ad aprile, i ragazzi e le ragazze sono saliti personalmente sul palco a raccontare la loro esperienza sul set e a dichiarare il proprio ruolo del corto.
Vuoi saperne di più di questo evento? Continua a leggere il nostro blog e ti racconteremo come abbiamo presentato Senza Uscita al Festival Racconti 2.Z, rassegna letteraria e festival culturale ideato e gestito dagli studenti dell'Istituto Superiore Florio di Erice.
SENZA USCITA - La trama, il cast e la crew
Senza Uscita è un cortometraggio realizzato dagli studenti dell’Istituto Florio di Erice, nato all’interno di un progetto di educazione al linguaggio cinematografico.
Il cortometraggio è stato sviluppato nell’ambito del progetto R.U.F.I. – Piano9 Produzioni, in collaborazione con l’Istituto I. & V. Florio di Erice , grazie al Bando CIPS – Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura.
Il progetto ha coinvolto gli studenti nella scrittura, nella regia e nella realizzazione di un vero cortometraggio, offrendo un’esperienza concreta nel mondo del cinema e della produzione audiovisiva.
Adesso siamo curiosi di raccogliere tutte le vostre impressioni e curiosità! Trovi Senza Uscita su YouTube: contattaci se vuoi saperne di più.
DISCLAIMER
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